domenica 21 maggio 2017

Vaccini? Con intelligenza!


Esistono vari modi di parlare dello stesso argomento.
Dipende dall’argomento, dalla preparazione di chi spiega, dalla sua comprensibilità, dalla capacità di comprendere di chi ascolta.
Personalmente, quando tengo le mie conferenze, mentre parlo, ascolto chi mi ascolta, per essere sicuro di riuscire a farmi comprendere.
Il silenzio di chi ascolta, insieme ad una particolare luce negli occhi è la prova dell’efficacia della comunicazione.
Negli anni, non ho mai voluto parlare di vaccini per più di qualche secondo, perché ritengo tutt’ora che sia uno degli argomenti ove le variabili relative ai momenti cui ho fatto cenno nelle righe di sopra sono così numerose, da essere con estrema difficoltà controllabili.
Il tema vaccino è sempre correlato all’ansia di morte, ma la nostra società alimenta questa ansia e vi costruisce del commercio, perciò è vano voler scardinare le dinamiche fobiche intrise di paura di morire con alcuni discorsi.
Ci si scontra con degli automatismi che accedono a livelli antecedenti a quelli della comprensione logica.
I produttori di vaccino affermano per iscritto che non possono garantire che il vaccino funziona.
A loro è perdonata l’assenza di scientificità di un prodotto che vendono, a caro prezzo, e con l’avallo delle Istituzioni.
La mole gigantesca di Letteratura dimostrante il superamento delle grandi malattie infettive grazie al miglioramento della qualità della vita in generale non viene tenuta in debito conto, perché il livello culturale necessario, per accedere a tale livello di sapere, è molto più alto di quello al quale è tenuta la massa.
La massa deve sentirsi impotente, indifesa, deve correre a spendere per avere una garanzia di sopravvivenza e deve alimentare indotti commerciali robusti e appoggiati in buona e cattiva fede, da Istituzioni, mezzi di comunicazione e altre componenti sociali, che non reggono sedute al tavolo della scienza, per vedere chi è in grado di condurre sino in fondo un discorso e decidere chi vince la partita.
Nei vaccini, sono presenti varie impurità, conservanti, prodotti che non hanno nulla di rassicurante per una persona che li introduce dentro di sé, con una via che non si verificherà mai in natura spontaneamente.
I periodi di copertura di qualunque vaccino sono come il taglio dei capelli, non si sa mai quando è il momento giusto per andare a tagliarli, talvolta è troppo presto, ma non si avrebbe il tempo per farlo successivamente, talvolta è troppo tardi, ma non si poteva andare prima.
Il risultato finale è che, ferma restando l’idea di tagliare i capelli periodicamente, non si riesce mai ad avere i capelli alla lunghezza giusta.
Traduciamo (vi ricordo che sono Specialista in Immunologia), e spieghiamo subito che ogni qualvolta l’organismo viene a contatto con un agente patogeno (capace, potenzialmente, di dare malattia), il suo sistema immune, la cui complessità vi risparmio in queste righe, attiva una risposta, molto diversa a seconda della quantità di germi, della via, attraverso la quale, questi raggiungono l’organismo, delle condizioni generali della persona, di un numero enorme di altri fattori.
Le prime fasi di risposta sono imperniate sul reclutamento di una parte dei sistemi di difesa, che, solo se la presentazione del germe è imponente e ripetuta, lascia spazio all’elaborazione di ulteriori livelli di risposta, sino a livelli di immunità anche molto seri ed effettivamente protettivi.
Tuttavia, nella pratica corrente, è in dubbio se convenga tenersi lontani da alcuni germi e se convenga sfidarli portandoseli dentro anche con vie innaturali, per innescare ad ogni costo una risposta protettiva a tutti gli effetti.
Ricordo che in alcuni casi, come per la tubercolosi, il vantaggio di non aver mai incontrato il Bacillo di Koch è legato allo stile di vita sano della persona; ho dei seri dubbi sulla ovvietà di inoculargli un vaccino per costringerlo a “conoscere” la tubercolosi.
Infatti, in tempi di tubercolosi, anni addietro, quando vi era una incidenza maggiore di questa malattia, era ben noto che moltissime persone, pur avendo incontrato il germe, erano in grado di confinarlo all’interno del così detto processo primario di Ranke, praticamente in un apice polmonare, fatto che non coincideva con la malattia conclamata, ma significava solo che l’organismo aveva potuto neutralizzarne la manifestazione vera e propria.
La tubercolosi offre un modello sperimentale molto interessante per capire alcune cose.
Infatti, con la intradermoreazione alla tubercolina, è possibile vagliare la reattività dell’organismo al germe, che può essere scarsa, modesta o vivace. Sia una risposta scarsa che una risposta vivace non sono sinonimo di assenza di malattia oppure di malattia grave, in quanto una persona che non reagisce può essere incapace di farlo perché non immunizzata, ma anche perché gravemente defedata, quindi attaccabile, così come una vivace risposta può essere segno di protezione importante, ma spesso, più facilmente segno di una grave attitudine della malattia a dare il ben noto granuloma tubercolare, o tubercoloma.
In questo esempio, l’immunità è del quarto tipo, secondo la classificazione di Gell e Coombs, cioè cellulo-mediato.
Ne parlo solo per gli addetti ai lavori, ma soprattutto per far capire che l’interpretazione dei fenomeni è molto delicata.
Si scivola nel dover parlare di Igiene, una parola che non significa pulizia, ma arte di vivere in salute (http://salvatoreraino.com/germi/).
Alcune affermazioni che i produttori di vaccino introducono nei lunghissimi bugiardini delle loro confezioni non raccomandano alcuni vaccini in soggetti oltre i 25 anni di età.
Senza che io scenda in dettagli scientifici in tale direzione, vorrei chiedere quanti di voi lo sapevano e che risposta siete disposti a darvi.
La verità è che, leggendo con attenzione e con le dovute nozioni che sono appannaggio di poche persone, l’esito finale nei riguardi della partica vaccinica diventa paragonabile ad una roulette russa.
I giornalisti, secondo il loro solito stile, quasi sempre poco etico, spargono la poca marmellata, su strati sottili  assai diffusi.
Per i vari germi in questione, per esempio, per la meningite, i ceppi sono numerosi, anche più di quelli conosciuti, tanto che una protezione idonea è soltanto un fatto ipotetico che noi dovremmo abbonare ai produttori, che si guardano dal non assumersi responsabilità. Ma chi siamo? Babbo Natale?
Inoltre è raro che una meningite sia ormai sostenuta dai germi classici. E’ evidente che insistere sulla possibilità di immunizzare le persone non può essere il criterio di prima scelta.
Vorrei vedere, se il servizio vaccinale fosse privo di ripercussioni commerciali; chi gli andrebbe dietro….magari lo farebbe a livello di volontariato?
E’ molto disonesto non spiegare alle persone che la parola meningite significa solo infiammazione delle meningi, ma che dietro a questa realtà si nasconde un mondo di variabili, che i vaccini, fermo restando tutti gli inconvenienti che portano, non riescono a coprire se non per una minuta e ipotetica percentuale di situazioni, che meritano di essere studiate, una ad una, per conferire davvero ad un vaccino una dignità scientifica salvavita.
Ma una diffusione di modesta entità di qualsiasi prodotto non muoverebbe fatturati degni di nota nel panorama degli aspetti finanziari, che le multinazionali hanno parecchio a cuore.
I medici, però, non dovrebbero fare confusione fra aspetti scientifici ed etici e aspetti derivanti dagli incentivi ricevuti dalle ditte!
I medici dovrebbero farsi garanti di una vera scientificità comportamentale, invece, spesso deragliano.
Poi vi sono gli aspetti comici, che ricordano i film di Totò, di Alberto Sordi, quando, per esempio, si ammala  una persona vaccinata e si commenta dicendo che è stata una fortuna che fosse vaccinata perché la malattia è stata meno grave! Ma stiamo scherzando?
Insomma, è evidente che qualcuno fomenta con ogni mezzo, sordidamente e cinicamente, diverse riletture degli accadimenti, tanto per spostare la ragione sempre verso alcuni orizzonti, che, guarda caso, sostengono fatturati.
E’ patetico che si arrivi, proprio nei momenti più idonei, a promuovere campagne vaccinàli gratuite (cioè, praticamente, a pagamento di tutti), e a mandare ingenti lotti di vaccinazioni in certi paesi (ma proviamo a leggere la letteratura in merito, prima di esaltarci). Il Libro Cuore non c’entra!
I giornalisti, a cavallo di giornali e televisioni, impestano l’aria, senza sapere nemmeno di che cosa stanno parlando, innescando processi mediatici, di cui non possono più controllare il destino.
Poi ci si mette anche il ministro di turno, che, più incompetente che mai, paventa ripercussioni per chi ha i mezzi e il coraggio di fare ragionare le persone. Vergogna!
Sappiano tutti che il sapere è la forma di potere più grande e che ogni persona, anche colta, ha molti mezzi per difendersi, soprattutto in una società come quella nostra attuale, in cui ormai nessuno ha paura di perdere nulla.
E’ una vergogna che si diano soldi a incantatori di serpenti e non si dedichino soldi ai terremotati e a tanti poveri disgraziati che restano in difficoltà, senza limiti di tempo.
Così come è vergognoso anche che i carabinieri intervengano contro i rappresentanti ufficiali del sapere e non ricevano ordine di procedere contro gli incantatori di serpenti.
Ma le forze dell’ordine sono molto brave in questa nobilissima arte. Sono tempi di verità!
La giustizia trionferà da un giorno all’altro.
Quando fu di Poggiolini e De Lorenzo, ci è voluto del tempo, ma questi personaggi sono diventati i buffoni della Sanità.
L’obbligo di provare l’efficacia di un prodotto è tanto più severo quanto più il prodotto non è innocuo.
Ma abbiamo capovolto le cose, e ce la prendiamo con chi usa prodotti non compromettenti, e così cerchiamo di esaltarne al massimo la pericolosità.
Quanto al concetto di epidemia, è tribale come l’ignoranza e la malignità ci sguazzino, designando con parole sbagliate situazioni che non hanno nulla di pericoloso, se non l’ignoranza delle persone che cascano nell’inganno e alimentano il gioco globale.
Si arriva a emarginare le persone che hanno una visione corretta, il tutto, ancora una volta per interessi speculativi di bassa lega.
Nella storia delle epidemie, l’elemento scatenante non era mai primariamente microbiologico, bensì era l’ignoranza, la tribalità degli stili di vita, la profonda ignoranza e la perseveranza nel distogliere lo sguardo dalle reali cause che determinavano l’epidemia.
Molte persone albergano germi, che non procurano malattia, ma che possono essere mortali per altre persone.
Significa che:
  • Malattia e germi non sono legati univocamente
  • Le situazioni di malattia non possono essere scongiurate pretendendo solo di immunizzare l’organismo (tranne che in situazioni particolari, in cui dobbiamo ringraziare i vaccini)
  • La condizione di portatore sano dimostra che bisogna togliere importanza ai germi e darne di più alla reattività globale della persona, che, solo in ultimo è di tipo immunologico
  • Se non fosse così, il numero di malattie infettive sarebbe pazzesco, dato che le misure atte a contrastare i germi sono talmente alla portata di tutti da essere ormai la regola anche nelle mani più inette
  • Gli stili di vita sono più importanti di un vago concetto di protezione immunologica e antibiotica, che non soddisfa le cime del sapere, quindi non dovrebbe essere dato in pasto troppo facilmente al volgo
  • La vaccinazione a tappeto, lungi dall’essere motivo di vanto per la comunità, rischia di essere uno degli esempi più gratuiti di volgarizzazione del sapere, più o meno come l’uso di tanti farmaci, che le persone assolutamente non meritano
Ragioniamo: esiste un mondo di creature di vario genere che sono destinate a interagire fra di esse.
Avete mai visto le mosche mangiare un cane. No tranne che quando questo sta morendo o è già morto.
Avete mai visto i germi attaccare e demolire una pianta viva? No, se non quando la pianta è degradata al termine del suo ciclo vitale.
Avete mai visto affezioni fungine della pelle o delle unghie in soggetti che hanno il giusto pH? Soltanto in soggetti con particolari forme di immunodepressione congenita o acquisita, ma sono pochissimi.
E allora, perché dobbiamo considerare i soggetti normali come se fossero immunodepressi?
Molti processi di malattia sono forme di convivenza fra organismi che non vivono in pieno e forme di vita che vorrebbero impadronirsene.
Per rimanere in salute, occorre avere sempre una vitalità alta.
Nella mia vita, assieme ad alcuni amici, ho, più volte affrontato il freddo, per esempio nuotando, anche in inverno, in sorgenti di acqua ghiacciata, senza che mai contraessimo una malattia, come la polmonite o la meningite, anzi traendone una indescrivibile salute.
Piuttosto, voglio raccontarvi di come tengo in salute il mio cavo orale.
Entro pochi minuti da ogni introduzione di cibo, procedo con bicarbonato di sodio, filo interdentale, poi spazzolino e dentifricio, quindi lavaggio anche della gola e dell’esofago.
La bocca è, sempre, quasi come una sala operatoria, pressoché sterile  senza processi infiammatori e putrefattivi di nessun genere .
La bocca è una cavità a temperatura più o meno corporea, quindi quella giusta per far moltiplicare dei microorganismi.
Essa presenta una notevole complessità, in quanto, fra i denti, si situano le papille gengivali, che sono piccole piramidi di tessuto vivo, normalmente di colore roseo, che, normalmente, non patiscono di alcun segno di infezione.
I denti sono infissi, saldamente all’interno degli alveoli dentari, con dei sistemi di tenuta gengivale favolosi che impediscono a qualunque germe di insinuarsi in aree che non sono destinate ad essi e devono rimanere pressoché sterili.
Le tonsille palatine, le adenoidi, le tonsille del V linguale, nel loro complesso, formano il noto anello di Weldeyer, che è una importante dislocazione di cellule immunocompetenti, disposte all’ingresso delle prime via aeree e digestive.
Sembra che la natura abbia voluto un sito di particolare sorveglianza proprio nel punto in cui il soggetto potrebbe dare accesso ad agenti in grado di esercitare la propria patogenicità.
In molti casi, tali strutture si ipertrofizzano, diventano più pronunciate, come se non bastasse il loro volume normale per assolvere le funzioni per cui sono previste.
Non ci si chiede perché.
In situazioni acute, insieme alla febbre, al mal di gola, al catarro, si associano altre sofferenze che coinvolgono anche l’intera persona.
Che cosa sta accadendo?
L’organismo è impegnato nell’arginare con i propri mezzi l’attacco che alcuni microorgarnismi vorrebbero porre in essere a danno della sua integrità.
In effetti anche questo mio linguaggio non è esatto e risente dell’immaginario collettivo, come nelle fiabe, dato che parla di una presunta volontà dei germi di arrecare danno alla persona.
E’ verosimile, che quei germi non sappiano proprio nulla delle vicende che arrecano con la loro propensione naturale ad intervenire in presenza di substrati con determinate caratteristiche, malsane.
Vediamo come vive la persona che versa in condizioni come quelle descritte, pensando che un quadro sovrapposto del genere può essere acuto, ma che spesso situazioni di ipertrofia tonsillare, con catarro cronico, alito cattivo, facilità ai colpi d’aria….sono la regola, e che in questi casi si ricorre a tutto tranne che a modificare alcune abitudini che sono la causa della situazione.
La persona in questione, invitata ad aprire la bocca lascia apprezzare facilmente una infiammazione cronica e diffusa dell’orletto gengivale, che appare violaceo, discontinuo, con presenza di alcune aree di pus.
L’altezza delle gengive rispetto ai denti appare ridotta, e appaiono, in misura variabile, delle sacche gengivali che possono anche sanguinare facilmente, con una pressione anche minima, oppure con lo spazzolamento dei denti.
In questi casi, la televisione propone l’uso di un dentifricio che impedisce il sanguinamento.
Sempre in queste persone, vi è una più o meno avanzata ipersensibilità anche dolorifica, quando si spazzolano i denti, oppure per il caldo o il freddo degli alimenti.
Anche per tali problemi sono pubblicizzati, sempre dalla televisione, dei dentifrici che riducono la sensibilità.
Le sostanze impiegate per ottenere ciò possono vantare effetti collaterali gravissimi, sia neurologici che cardiologici, di cui non si parla mai.
Alcune figure di dentisti si prostituiscono per compensi economici, affermando che il dentifricio in questione funziona.
Nessuna menzione al fatto che se non si ha accurata igiene orale, le gengive si scollano dai denti, lasciando scoperto il colletto, che grazie a Dio, ha una notevole sensibilità, perché la natura ha previsto persino che il soggetto capisca che sta sbagliando a impostare la vita in un certo modo.
Ovviamente vi sono anche le gomme da masticare, che servono ad eliminare il cattivo odore della bocca, in preda a fenomeni di putrefazione cronica dei nobilissimi tessuti parodontali, i quali, lasciati a contatto cronico con residui di cibo, vanno incontro a veri e propri fenomeni di decomposizione in vivo, con tanto di colonie batteriche di ogni genere.
Questi soggetti hanno facilmente tonsille gonfie, perché l’organismo è continuamente attaccato da fronti di germi non previsti, che vengono arginati soltanto dal reclutamento di misure speciali rappresentate da organi linfàtici aumentati di volume, con un maggior numero di linfociti e con un allertamento di meccanismi di difesa, che occupano volume e giustificano il quadro cronico.
Eppure a questi soggetti, spesso bambini, pieni di merendine, cocacola, che non lavano i denti….vengono tolte le tonsille e le adenoidi, nel rituale macabro tribale, tra i fumi e i fuochi di aborigeni che danzano nella notte, con i loro gonnellini annodati.
La bocca di queste persone è orribile, conserva sempre detriti di cibo in decomposizione fra i denti, spesso al posto delle papille ormai scomparse e in corso di ulteriore putrefazione.
Si associano detriti di tartaro, cioè concrezioni calcaree consentite dal ph particolare in loco e dalla vivace attività metabolica dei germi che trovano un paradiso terrestre, pieno di risorse per vivere e moltiplicarsi in tali fortunate, quanto diffuse situazioni.
La verità è che, raramente, facendo aprire la bocca al paziente, si trova una bocca sana, in condizioni che lasciano capire che egli ha cura della sua bocca e della sua persona.
Secondo voi, se vacciniamo una persona così per qualunque germe, quanto egli sarà effettivamente protetta dalla possibilità che qualche milione di germi, da una gengiva, arrivi dritta al cervello e alle sue meningi, e se lo mangi in poche ore?
Perché la televisione non parla di questi meccanismi e continua invece a voler far vendere questi benedetti vaccini, come se fossero l’unico motivo per cui l’umanità non si estingue.
Lo so che il modo in cui parlo è misto di comico e macabro, ma sono arrabbiato, davvero arrabbiato, perché non tollero più le cialtronerie che sento raccontare in giro.
L’orletto scoperto dei denti di queste persone, che mi guardano come un extraterrestre, quando mi affretto a lavare la mia bocca dopo un pasto, in qualunque posto io mi trovi, è spesso colorato di varie sfumature, ognuna delle quali ricorda una capsula di Petri per la coltura batterica in laboratorio.
Quindi, in questi casi, la persona ha un laboratorio di coltura batterica in bocca, dal quale si sprigionano anche immunocomplessi che poi guadagnano il torrente circolatorio e possono produrre malattie di ogni genere, anche gravi.
Ma nessuno farà mai aprire la bocca a queste persone. Oppure si arriverà, solo troppo tardi, a individuare un granuloma apicale con un esame radiologico, dopo aver praticato mille terapie antibiotiche, mille vaccini, mille antiinfiammatori, mille dosi di cortisone, mille disinfettanti, mille misure che fanno guadagnare mille produttori, tutti che si vantano di produrre articoli clinicamente testati, che non significa un benemerito cazzo.
Così si svia il riconoscimento del nesso fra cause e malattie, ma l’importante è che gìrino dei soldi, e che le persone si ammalino sempre di più.
Poi arrivano le pratiche sessuali incongrue, come passaggi del membro dall’ano alla bocca, alla vagina…..mentre si aggiungono anche i tamponi vaginali e altri trattamenti antibiotici e di altro genere, senza chiedere quali siano i comportamenti intimi.
Sono davvero scocciato dalla stupidità del genere umano e dalla sua insolenza di fronte all’autorevolezza della scienza che non ha nulla a che fare con gli stramaledetti prodotti clinicamente testati.
Al posto di tante sciocchezze su farmaci, vaccini ed altri sistemi che arricchiscono farmacie & c., bisognerebbe vendere la cultura, il sapere, le regole per vivere bene e non ammalarsi.
Ma non ho finito, perché sono veramente arrabbiato!
Tutte le schifezze che mangiamo ogni giorno riempiono e sàturano il circolo linfatico, lo fanno spurgare tramite gli organi linfoidi, per esempio quelli dell’anello del Waldeyer.
E’ inutile che continuiamo a bombardare i nostri bambini con gli aerosol, di cortisone, antinfiammatori, antibiotici.
Per non parlare della bellissima abitudine di combattere la febbre, che poniamo in campo proprio quando l’organismo non ce la fa più e ricorre anche alla febbre per attivare al massimo immunità e metabolismo nel tentativo estremo di liberarsi di tossine e germi che vi pullulano sopra.
Capito, miei cari pediatri? Avete capito? E’ arrivato il momento di fermarsi e farsi domande sul perché la vita è gravata da tante malattie e tante morti evitabili e se soltanto sapessimo vivere meglio!
E attenzione! Io non ho mai istruito nessuno sull’evitamento dei vaccini, piuttosto gli ho indicato che cosa potesse studiare per documentarsi e decidere con la propria testa, non con la testa di quei disgraziati di giornalisti in combriccola coi poteri forti.
Attenzione anche a non pensare che i miei argomenti siano solo le quattro cavolate che ho scritto nelle righe precedenti, perché sarebbe un grosso errore pensare, anche un solo attimo, che nella mia banca dati vi sia solo questo piccole esempio rappresentativo di piccole grandi verità i cui risultati ricadono ogni giorno sulla testa di tutti come tegole pesanti che arrecano danni e ci lasciano ancora inconsapevoli sulla verità.
La vita si alimenta di stile, qualità, armonia, cultura, eleganza, scienza, moralità, etica, e non di mille stronzate, che vogliono venderci mentre stanno crepando proprio quelli che le vendono.
Gli attacchi del sistema sono spesso inauditi, come il voler privare i bambini non vaccinati della facoltà di frequentare i momenti di comunità, col delirio che sarebbero pericolosi per la salute dei vaccinati.
Ma siete impazziti?
Se avete il coraggio, sedetevi al tavolo e, per tutte le ore che ci vogliono, lasciatevi sbranare dalla sequenza di ineffabili ragioni, e dopo, non permettetevi, mai più, di infastidire chi ne sa più di voi, nell’interesse della comunità, questa volta clinicamente testato.
E chiaro?
Bisognerebbe vergognarsi di spargere i germi dell’epidemia mentale, che spinge le persone a diventare sempre più stupide e moleste, con i loro automatismi tribali e pericolosi.
Quanto agli antibiotici, dovremmo parlare soprattutto dei danni che arrecano, prima di spingerci nel diritto di usarli, senza mai dimenticare che, quando poi essi servono davvero, rischiamo di trovarli inutili, perché i germi se la ridono, tanto si sono abituati ad usarli anche come mezzo di sopravvivenza (chiamasi resistenza batterica).
I giornalisti, se vogliono fare notizia, abbiano il coraggio di far parlare, a lungo, per il tempo che ci vuole, anche le autorità fuori del coro, come me. Poi vediamo!
Sono venti anni che mi trattenevo e non dicevo tutto quello che ho detto così chiaramente, era il momento giusto, perché negli ultimi tempi, si sta esagerando a rendersi vittime di quattro delinquenti che arrecano solo danno alla comunità e che non sono in grado nemmeno di proteggere i propri figli dalle insidie dell’ignoranza, della malattia, ma diciamola in sintesi, della psichiatria finanziaria.
Tutto deriva sempre dalla maledetta malattia psichiatrica, per la quale tutti pensano che sia legittimo fare soldi attraverso qualunque sistema. Adesso basta!
Se i miei argomenti fossero solo questi, non li avrei enunciati. Fortunatamente essi sono solo la parte emergente di un gigantesco iceberg, che è il mio sapere costruito attraverso milioni di momenti di silenzioso ed umile studio.
Quanto alla scientificità, che viene tante volte invocata, come baluardo per giustificare certe porcherie che non hanno limiti, ebbene si sappia che se la scientificità fosse solo questa, il pianeta si sarebbe solo estinto.
Scientifica è la vita, ma a patto di volerla studiare con rispetto, con onestà per difendere realmente la vita di tutte le persone e la promozione di un effettivo incremento della qualità della vita stessa.
Tutte le volte che un prodotto muove guadagni dovremmo chiederci se è inevitabile il suo uso.
Altrimenti, il mondo si riempie ancora di più di fandonie.
Un appello ai magistrati: che si muniscano, d’ora in poi, e diano ampio spazio a tutte le campane, per affrontare un caso di responsabilità professionale di un medico, specie se questo è un medico così detto alternativo. Sarà una interessante opportunità per non sbagliare, non incorrere in errori della magistratura anche perseguibili, incrementare il proprio livello di cultura, rimanere umili e giusti, e non rallentare il processo di crescita di un livello adeguato di informazione, ma soprattutto sarà il momento di non prestarsi a logiche mafiose, di cui si alimentano  molti avvocati  pronti ad affiancare chiunque si convinca, troppo facilmente, che è stato un errore medico a determinare danni o la morte di un proprio caro.
Non si fanno partire procedimenti penali destruenti, sulle sole illazioni di ignoranti, animati solo da vendetta e tanta tanta cattiveria. Molti avvocati vivono così.
E’ vero che i medici devono tornare ad interrogarsi sul senso del loro lavoro, ma non sarà inseguendoli e braccandoli così che miglioreremo il livello di assistenza sanitaria.
E per coloro che proprio non tollerano il mio modo di esprimermi in questa occasione, ricordo che non si contano le guarigioni strane, sia in persone che in animali, delle quali ho ampie testimonianze.
I tempi cambiano: avremo una sempre minore affermazione della cattiveria e della stupidità, in cambio di una maggiore intelligenza e onestà.
Gli operatori sanitari stiano attenti a cambiare i guanti passando da un paziente all’altro, perché i pazienti non sono bestie da macello e non basta preservare sé stessi per lavorare bene.
I criteri di morbilità e mortalità devono passare sotto un processo di profonda revisione.
Per esempio, mi piacerebbe essere chiamato personalmente a esaminare tutto quello che è accaduto prima della morte di diverse persone che poi vengono utilizzate come carro della vittoria dai giornalisti complici del sistema repressivo.
I giornalisti non devono essere investiti dello strapotere che hanno, dato che innescano processi che alla fine  confondono e influenzano persino i processi in aula. Vergogna!
Abbiamo detto tanto, ma non abbiamo detto nulla, perché dovremmo parlare ancora del disordine della vita, nella sua totalità, dei meccanismi per cui si mantengono le persone in regime di schiavitù, convincendole di essere portatori di privilegi che in effetti sono la loro vera catena.
Non posso approvare le persone in fila che in questi giorni ambiscono a farsi vaccinare per la meningite, magari gratuitamente.
La medicina ha bisogno di mezzi raffinati che devono essere prima di tutto preventivo, ma per fare ciò occorre cultura e onestà.
Bisogna imparare a guadagnare, vendendo cultura.
Poi vi sono i casi in cui occorrono i farmaci, ma sono pochissimi rispetto all’oceano che attualmente viene ritenuto inevitabile.
In questi casi speciali, occorrono profili di professionalità speciali, che applichino, secondo scienza e coscienza, di tutto, farmaci, vaccini, immunoterapie, ma stiamo parlando di piani elettivi di azione, non di piazze dipinte a festa per la gioia malsana dell’industria.
Vi sono situazioni spinte di malattia in cui non è possibile non fare uso dei mezzi più avanzati ed eroici.
Dedichiamoci a tali ambiti, con serietà e dedizione, perché in queste fasi, ogni momento rischia di essere l’ultimo.
Nessuno complichi le cose prima che le cose si siano complicate spontaneamente.
I medici restino quanto più possibile fuori dalle logiche di mercato, che poco hanno a che fare con la gestione della salute delle persone.
Questo articolo è la mia legittima reazione a numerose offese rivolte contro il buon senso, la cultura, l’onestà, che in questi giorni stanno ricevendo numerosi attacchi.
Tale avvilimento del buon vivere, di cui vi sono precise responsabilità, merita di essere fermato con decisione.
Il materiale contenuto all’interno di queste righe è dato in pasto a chiunque voglia impiegarlo per scendere in campo e denunciare i misfatti che sono divenuti intollerabili.
In questi giorni, ho ricevuto quanto segue:”Carissimi amici,
è al vaglio una proposta di legge in Regione Puglia che vuole allontanare i bambini non immunizzati da tutte le “attività educative e ricreative, pubbliche e private”. Si è costituito un Comitato Regionale a difesa del diritto della infanzia e della libertà di scelta. Se passa la legge i bambini senza immunizzazione, non potranno frequentare asili, ludoteche, gonfiabili, piscine, teatri, librerie, biblioteche, laboratori per l’infanzia, palestre, attività ricreative presso centri commerciali e strutture turistiche. Temiamo che ai dipendenti, a contatto con le collettività infantili, si possano chiedere certificati di idoneità”.
Firmiamo il testo, che il comitato ha redatto, per fermare l’iter della legge. http://www.quival.it/scelta
Bene. Sono un professionista che ha speso tutta la propria vita per dare il meglio alla comunità, spero anche in questo caso.
Fonte: qui

sabato 22 aprile 2017

La retromarcia tedesca sulle politiche della Bce


Ci sono chiari segnali che le banche centrali torneranno a usare politiche espansive, assecondando così le richieste dei mercati.


Benvenuti nel Qe globale. Già, potete tranquillamente segnarvi la data di ieri sul calendario, cerchiatela di rosso: il mercato ha lanciato segnali chiari di cosa ha bisogno e, state certi, governi e Banche centrali troveranno il modo di accontentarlo. Anche a costo di continuare destabilizzazioni e guerre proxy in mezzo mondo. Cominciamo dal voto francese di domenica, una delle tornate più imprevedibili di sempre e caricata di ulteriore valore simbolico dopo la decisione della Gran Bretagna di andare al voto anticipato l'8 giugno prossimo (Theresa May lo avrebbe evitato volentieri, è stata la Regina Elisabetta a imporlo e il perché di questo diktat è il vero mistero da chiarire): bene, il grafico più in basso ci dice che lo Skew, indicatore della ricerca di protezione da rischi al ribasso sulle Piazze azionarie europee, è ai massimi, un livello mai toccato nemmeno nella crisi Lehman o per il Brexit. 

Insomma, la questione non è più il potenziale arrivo di Marine Le Pen all'Eliseo, qui sono molte le anomalie temute dal mercato. Prima, infatti, si dava per certo un ballottaggio Macron-Le Pen che avrebbe visto vincitore il primo: ovvero, un liberale europeista e moderato. Ora i sondaggi parlano di fatto di un'ammucchiata a quattro nell'arco di 5 punti percentuali di differenza, di fatto con tre candidati su quattro non particolarmente graditi a chi investe (e tira i fili). Ma la questione francese è solo l'appendice del caos globale. Ieri le Borse, tranne Londra ancora sotto shock per il voto anticipato, hanno reagito bene e la vulgata vedeva due eventi come i catalizzatori dei rialzi: il dato record delle immatricolazioni di automobili nell'area euro più Efta a marzo, le quali hanno segnato un +10,9% e la decisione di Ubs di alzare il rating del comparto bancario europeo da underweight a neutral, contemporaneamente abbassando quello sugli istituti di credito statunitensi da overweight a neutral. 

Vero, sicuramente. Ma se nel primo caso dobbiamo attenderci due fattori reflattivi, ovvero la fine della stagione di incentivazione e una reazione pesante degli Usa per non perdere quote di mercato (tanto più che il crollo delle valutazioni dei bond di grandi gruppi del noleggio come Hertz e Avis, dopo la notizie che hanno scaricato sul mercato dell'usato 400mila auto all'anno, parla la lingua di un effetto subprime sul settore che si avvicina sempre di più), probabilmente attraverso un intervento statale in stile Obama, nel secondo non è il giudizio della banca svizzera a pesare da solo. A muovere gli indici al rialzo è stato il netto rallentamento dell'inflazione nell'area euro. 
A marzo la crescita dei prezzi al consumo su base annua si è attestata all'1,5%, interrompendo una fase di accelerazione che perdurava da oltre un anno e che aveva portato il caro vita da livelli di quasi deflazione di inizio 2016 (nel marzo dello scorso anno l'indice segnava crescita zero) a un picco del 2% a febbraio. I dati definitivi diffusi ieri da Eurostat confermano quanto indicato nella stima preliminare e attenuano le pressioni a carico della Bce nella prosecuzione delle sue manovre di consistenti stimoli monetari all'economia. Un trend che ha coinvolto anche l'Italia, dove l'inflazione è risultata pari all'1,4% a marzo dopo l'1,6% a febbraio, ma che nel complesso mostrano anche la natura "variegata" del continente per il quale l'Eurotower è chiamata a prendere decisioni monetarie: si passa infatti da tassi ultra-bassi come quelli registrati in Romania (0,4%), Irlanda e Olanda (0,6%) ad altri molto più alti e oltre il target della Bce, come in Lettonia (3,3%), Lituania (3,2%) ed Estonia (3%). 

In attesa della prossima stima flash sull'inflazione, prevista il 28 aprile, la Bce può quindi tirare un sospiro di sollievo: e con lei, i mercati che già temevano il tapering degli acquisti e quindi la fine della pacchia. E a confermare che Mario Draghi potrà operare senza troppo fiato sul collo della Germania, almeno per ora, è proprio l'allarme giunto sempre ieri dalla Bundesbank: tassi di interesse più elevati potrebbero mettere a rischio il 50% degli istituti di credito, circa 800 banche, stando a quanto annunciato da Andreas Dombret, consigliere della Banca centrale tedesca in un'intervista a Boersenzeitung. Insomma, dopo aver strepitato per la profittabilità delle Landesbanken, colpite dai tassi sotto zero, ecco che ora Berlino teme un effetto "banche toscane" per i suoi istituti di più piccola dimensione, legato a una possibile normalizzazione della politica monetaria. Il semaforo di Francoforte su questi istituti «è sul giallo», ha avvertito Dombret, spiegando che la Bundesbank «tiene sotto osservazione queste banche perché sappiamo che, sul fronte dei rischi da variazioni di interesse, sono vulnerabili». 

Come ho anticipato, si tratta comunque di istituti di medie-piccole dimensioni per la gran parte, quindi che non coprono una maggioranza critica degli assets di bilancio aggregati nel Paese e per ora «non state accertate vere e proprie carenze». Recentemente, Felix Hufeld, presidente dell'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari, Bafin, aveva parlato di circa 150-200 banche sotto osservazione per la stessa ragione su un totale di 1.500 istituti minori vigilati. La Bundesbank, ha aggiunto Dombret, ha avviato, assieme a Bafin, la terza indagine sulle conseguenze di bassi tassi di interesse sul sistema bancario, chiedendo agli istituti piani aggiornati per il periodo 2017-2021 in cinque diversi scenari di tassi di interesse. Inoltre, vengono condotti stress test e richieste informazioni su impieghi nel settore immobiliare, copertura dei fondi pensione e andamento degli standard di concessione di credito. Ma la stessa Bce, a fine febbraio, aveva annunciato un'analisi sulle modalità con cui le banche reagiscono alle variazioni dei tassi di interesse: Daniele Nouy, numero uno della vigilanza bancaria della Banca centrale europea, ha confermato che, in assenza quest'anno degli stress test da parte dell'Eba, «si è deciso di analizzare noi stessi i rischi in caso di rialzo dei tassi d'interesse». 

Ed ecco che i nostri amici rigoristi, cominciano a fare dei distinguo, quando si tratta di salvare la ghirba ai propri soldi: a livello di regolamentazione, infatti, Dombret ha detto che la Bundesbank intende presentare, «a breve, proposte concrete su una serie di esenzioni dalla regolamentazione internazionale per gli istituti più piccoli, in particolare per le casse di risparmio e le popolari minori, creando una maggior differenziazione, a livello di rischi e di dimensioni», come già chiesto a inizio marzo dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. 

E un'ulteriore conferma sull'aria che tira, ce l'ha offerta un report di Credit Suisse dedicato al comparto bancario europeo, il quale - ragionando proprio sul possibile rialzo dei tassi di deposito - ha sottolineato che le banche del Vecchio continente potrebbero trarre maggiori benefici da un aumento dei tassi di deposito che dal tapering. Ma va, chi lo avrebbe mai detto!? Un incremento dei tassi di deposito sarebbe infatti un segnale forte del fatto che la Bce sta agendo, cosa che andrebbe a ridurre la pressione sulla redditività delle banche. Inoltre, un tasso sui depositi più elevato ha un effetto immediato e diretto sui bilanci degli istituti di credito. 

Tutto a posto, quindi? Calma, per scatenare un Qe in piena regola di vuole un evento di un certo livello, quindi non è affatto detto che il mercato non conosca una fase di seria instabilità, oltretutto potendo "contare" sui driver politici e geopolitici di elezioni in Europa e guerre potenziali in mezzo mondo. Tanto più che l'America, proprio ieri, ci ha fornito la conferma della sua crisi economica acclarata: questo grafico ci mostra infatti come i ristoranti statunitensi stiano patendo la peggiore crisi dal 2009. E il dato in sé non deve farci pensare soltanto a un calo delle disponibilità di spesa e del potere d'acquisto, ma anche al fatto che, come vi ho più volte mostrato negli scorsi due anni, camerieri e barman sono stati la spina dorsale della crescita occupazionale sotto Obama, al netto di un continuo calo degli occupati più "nobili" nella manifattura: se va in crisi anche questo settore, con quello automobilistico in pieno caos da saturazione di offerta e clientela subprime sul credito al consumo, cosa succede? A quel punto Trump tenterà di usare la leva della spesa pubblica, ma l'unico moltiplicatore del Pil in grado di operare rapidamente e su larga scala è il warfare, ovvero la ripartenza della spesa in armamenti e nel comparto difesa-sicurezza. 
Il fatto che sempre ieri la Cina abbia allentato un po' i controlli di capitale sulle banche ci potrebbe dimostrare che la lotta alle fughe di capitali ha sortito in parte il suo effetto, ma occorre anche ricordare che negli ultimi tre giorni Pechino ha svalutato pesantemente lo yuan, pompando quantità record di liquidità nel sistema, il tutto senza che Trump avesse nulla da dire riguardo la famosa manipolazione valutaria del Dragone. Insomma, serve instabilità geopolitica e un evento di credito in grado di spaventare: le Banche centrali sono pronte, la stessa Fed vedrete che comincerà a mischiare la propria retorica da falco sul rialzo dei tassi con più accomodanti riflessioni sui rischi al ribasso che proprio l'instabilità globale potrebbe portare con sé. 

Siamo a un bivio, quello di cui vi parlavo quando - mostrandovi i dati sull'indebitamento globale - vi dicevo che si sarebbe arrivati al redde rationem: il sistema pare aver deciso, servirà un deleverage controllato garantito da eventi di rischio e poi si torna tutti a stampare come se non fosse accaduto nulla. E, come vedete, di potenziali eventi di rischio da brandire come spaventapasseri per i mercati, ce ne sono a bizzeffe. Cosa succederà dopo, non si sa. 

Fonte: qui

LA FEDELI SI COMPLIMENTA CON UN RAGAZZO CHE DICE ‘TROPPA MESOPOTAMIA, STUDIAMO LA SIRIA CONTEMPORANEA’


LUCIANO CANFORA: ‘È MINISTRO DA POCO TEMPO, IO LE DICO SOLO: NON BUTTIAMO A MARE I SUMERI. SENZA CONOSCERE IL PASSATO NON SI PUÒ CAPIRE IL PRESENTE’

1. LA MINISTRA RAGAZZINA
Mattia Feltri per ‘la Stampa

VALERIA FEDELIVALERIA FEDELI
«A scuola studiamo gli assiri e i babilonesi e poi accendiamo la tv e ci accorgiamo di non sapere nulla di quello che succede in Siria o in Medio Oriente». Lo ha detto Bernard Dika, presidente del parlamento degli studenti di Toscana, al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Dika è molto stupito (come lo eravamo noi a nostri tempi) che i programmi di storia si fermino alla Seconda guerra mondiale, di modo che ai ragazzi è impedito di comprendere i fatti della contemporaneità. Un ministro avrebbe chiarito a Dika che la scuola non spiega ai ragazzi la contemporaneità (quello lo fanno tv e giornali, e se non ci si fida di tv e giornali ci sono approfondimenti a migliaia su Internet, o addirittura nelle biblioteche e nelle librerie) ma piuttosto gli dà le basi necessarie per comprenderla.

La scuola non informa, istruisce. Quindi meno babilonesi e più attualità è una sciocchezza, perché se non si studiano i babilonesi non si capisce il Medio Oriente di oggi, se non si studia Odino non si capiscono nazismo e razzismo, se non si studia Pericle non si capiscono i fondamenti della democrazia, se non si studia Giustiniano non si capisce il diritto come scienza umana dell’Occidente.

Questo avrebbe detto un ministro, e non importa se senza laurea, purché con un’idea del proprio ruolo. Invece Fedeli si è molto complimentata con Dika e ha promesso di interessarsi alla modifica dei programmi: meno babilonesi e più attualità. È che un ragazzo ha il diritto di essere un ragazzo, mentre un ministro ha il dovere di essere un ministro.


2. "CARA MINISTRA NON BUTTIAMO A MARE I SUMERI"
Elisabetta Pagani per la Stampa
VALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMAVALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMA

La storia insegnata a scuola si ferma spesso poco più in là del Secondo conflitto mondiale, arrivando al massimo a lambire la Guerra Fredda. Gli studenti, ciclicamente, se ne lamentano: troppa attenzione sul passato, col risultato di escludere la contemporaneità e rendere difficile la comprensione del presente.

Come raccontava ieri il Buongiorno di Mattia Feltri, all' appello di Bernard Dika, liceale pistoiese presidente del «parlamento degli studenti di Toscana», che ha chiesto al governo di intervenire perché «nell' ordinamento scolastico si colmi questo gap in storia», la ministra dell' Istruzione Valeria Fedeli ha risposto complimentandosi «per la determinazione» e aprendo a un' eventuale revisione dei programmi.

Luciano CanforaLUCIANO CANFORA
Limitare - non cancellare - lo studio degli Assiri, come auspica lo studente, per dare spazio alla seconda metà del Novecento e a quello che succede da quelle parti oggi, la guerra in Siria? «È una contestazione che si sentiva già nel '68», premette Luciano Canfora, filologo classico e storico antichista, con un occhio sempre vigile sulle vicende del presente, «e per citare un personaggio molto caro a quell' epoca, il presidente Mao, rispondo che la storia non si può tagliare a pezzi, non si può mutilare».

«A scuola studiamo i Babilonesi e poi accendiamo la televisione e ci accorgiamo di non sapere nulla di quello che accade in Medio Oriente» è la preoccupazione dello studente.
« Non è vero che si dedica troppo spazio, se non alle elementari, allo studio della storia antica. E poi trovo profondamente sbagliato, sintomo di una visione molto eurocentrica, il disinteresse per il mondo antico orientale. Conoscere gli antichi imperi di Cina, India e Mesopotamia non è esotismo, ci aiuta a capire che il mondo è grandissimo e non c' è solo la storia patria. La scuola deve insegnare la storia universale».

Se la storia funziona secondo un meccanismo di causa ed effetto, cosa non capiremmo oggi senza conoscere il passato?
«Moltissimo. Senza l' Illuminismo non capiremmo come si è arrivati alla Rivoluzione francese, con tutto quello che ne è derivato. Non capiremmo l' imperialismo moderno, soprattutto britannico, che ha il suo antecedente nella struttura provinciale dell' impero romano. Né l' impero americano, che tuttora esiste e consiste nel fatto di tenere legati ideologicamente, con le buone o le cattive, altri Paesi: come succedeva nel sistema ateniese. E lo stesso discorso vale per i grandi imperi dell' area mesopotamica».

Ma questo tipo di formazione dà ai giovani gli strumenti per capire il presente?
«È una forma di avvicinamento alla comprensione dell' attualità, le chiavi del presente non le ha nemmeno il Padre Eterno. La conoscenza non si limita a una somma di informazioni. L' idea utilitaristica della cultura è improduttiva. Se così fosse, visto che la lingua per comunicare a livello internazionale è ormai l' inglese, dovremmo buttare a mare il tedesco, o l' italiano. La vera lacuna, nelle nostre scuole, è quella del diritto, dello studio della Costituzione».

Se la ministra rivedesse i programmi condensando il passato per dare più spazio all' oggi?
palmira al colosseo 5PALMIRA AL COLOSSEO 
« È ministra da poco tempo. Io le dico solo: non buttiamo a mare i Sumeri».

Per l' attualità bisogna rivolgersi ai mezzi di informazione?
«Non c' è contrapposizione tra la scuola e la televisione, i giornali o Internet, sono canali che possono interagire». Ma a scuola gli studenti da decenni si sono dovuti accontentare di arrivare solo alla Seconda guerra mondiale, o poco più in là. «I lamenti dei ragazzi sono dettati dalla voglia di conoscere, e da questo punto di vista sono encomiabili, però non bisogna dimenticare che non è del tutto vero. Fino al '68 si arrivava alla Prima guerra mondiale, oggi i manuali sono ben fatti, coprono tutto il '900, sta ai professori scandire il programma nel modo giusto per concluderlo».

Quasi nessuno ci riesce.
« Si perde tempo in assemblee e gite non sempre utili. E comunque io ho sempre sostenuto, piuttosto isolatamente, che l' unica soluzione è aggiungere un anno alle scuole superiori e farne sei. Invece la linea prevalente è quella di adeguarsi agli altri Paesi europei e finire un anno prima, ma è una forma di incultura».

Già così, però, arriviamo nel mondo del lavoro in ritardo rispetto al resto d' Europa.
«Se ci fosse un mercato del lavoro assetato avrebbe senso accorciare i tempi, ma non è così. Il vero ostacolo sono i costi: la spesa che lo Stato destina all' istruzione è la Cenerentola nel budget generale».

Fonte: qui

WIKILEAKS E IL MANUALE SEGRETO PER SPIARE LE SMART TV

ASSANGE SVELA A ‘REPUBBLICA’ COME FUNZIONA ‘WEEPING ANGEL’, ANGELO PIANGENTE, IL PROGRAMMA CREATO DAI SERVIZI INGLESI IN COLLABORAZIONE CON LA CIA PER ASCOLTARE LE CONVERSAZIONI ATTRAVERSO LE TV DELLA SAMSUNG CHE HANNO MICROFONO E WEBCAM

Stefania Maurizi per www.repubblica.it

E' una delle rivelazioni che più hanno colpito l'opinione pubblica. Quando un mese fa Wikileaks ha iniziato a pubblicare i file segreti della Cia, ha fatto il giro del mondo la notizia che la Central Intelligence Agency e i servizi inglesi dell'MI5 abbiano sviluppato un software malevolo (malware) dal nome Weeping Angel, l'Angelo Piangente, che permette di trasformare la smart tv F8000 della Samsung in un orecchio degli 007, capace di rubare ogni conversazione all'interno della stanza in cui si trova il televisore.

samsung smart tv spia wikileaksSAMSUNG SMART TV SPIA WIKILEAKS
Complice anche quel nome preso dalla popolarissima serie di fantascienza della BBC, Doctor Who, l'Angelo Piangente ha colpito l'immaginario collettivo, perché proprio come le inquietanti creature del film - che sembrano solo statue di pietra, ma in realtà sono predatori letali – quello strumento permette di ascoltare le conversazioni attraverso la smart tv anche quando questa sembra spenta e quindi completamente innocua.

Oggi l'organizzazione di Julian Assange rivela in esclusiva con Repubblica e con il quotidiano francese Libération un documento segreto che permette finalmente di rispondere ad alcune domande su Weeping Angel. Si tratta del manuale utente, una guida tecnica che spiega come installare questo malware su un televisore preso di mira, come configurarlo e ascoltare le conversazioni.

CHI HA CREATO ANGELO PIANGENTE? - Questo file del febbraio 2014 sembra confermare che Weeping Angel sia una creazione dei servizi inglesi, perché il documento è precedente a quello in cui Central Intelligence Agency e MI5 perfezionano insieme il software ed è marcato con il livello di segretezza “Secret Strap 2 UK Eyes Only”, un tipo di classificazione utilizzato dall'intelligence britannica, che solo successivamente sembra aver condiviso le informazioni su questo progetto con Langley in un workshop tenutosi nel giugno 2014.

samsung smart tv spia wikileaksSAMSUNG SMART TV SPIA WIKILEAKS
Il manuale rivela che Weeping Angel prende di mira le smart tv Samsung serie F, quindi non si limiterebbe a colpire il solo modello F8000, come sembrava inizialmente, anche se il file non lo specifica in modo inequivocabile. Tutti i malware, vanno installati sul dispositivo da colpire e l'Angelo Piangente non fa eccezione. Per installarlo, gli 007 hanno bisogno di avere accesso fisico all'apparecchio elettronico in modo da potervi inserire una chiavetta che lo infetti: a differenza di altri tipi di codice malevolo, infatti, Weeping Angel non si installa da remoto attraverso internet o perlomeno non riusciva a farlo fino al 2014, anno a cui risale il documento.

TACI, LA SMART TV TI ASCOLTA - Una volta che è penetrato nel televisore, Cia e MI5 hanno varie opzioni per ascoltare e registrare le conversazioni che si svolgono nella stanza in cui l'apparecchio è piazzato. Possono ad esempio registrare sempre oppure solo ed esclusivamente quando la tv appare spenta ma in realtà non lo è, una modalità questa che gli 007 chiamano “Fake-off” (finto spento). Il manuale rivela come il software riesca, in modo ingannevole, a far sembrare la smart tv disattivata: quando un dispositivo infettato da Weeping Angel viene spento con un telecomando, il malware intercetta il segnale impartito dal telecomando e smorza lo schermo, lasciando però acceso il processore del televisore.
julian assangeJULIAN ASSANGE

Il documento chiarisce una volta per tutte che questo malware non solo permette di registrare le conversazioni che si svolgono nella stanza dove si trova la tv, ma consente anche di ascoltarle in diretta. Per farlo, però, gli 007 devono utilizzare un computer che usi i sistemi operativi Windows 7 e Windows 8 e devono trovarsi nelle vicinanze dell'edificio in cui si trova la tv, più esattamente nel raggio in cui funziona il collegamento Wi-Fi dell'apparecchio Samsung o, in alternativa, devono avere un computer piazzato nei dintorni che invii l'audio della conversazione “rubata” a un altro computer remoto da cui gli agenti Cia o dell'MI5 possano ascoltarlo.

L'ANGELO LIMITATO - Questo manuale segreto permette di capire che, dal punto di vista dell'utilizzabilità sul campo, Weeping Angel è uno strumento con molte limitazioni. Il requisito dell'accesso fisico alla smart tv da infettare con una chiavetta è certamente un grande vincolo: richiede agli operativi della Central Intelligence Agency o ai loro cugini inglesi di recarsi fisicamente presso l'edificio in cui si trova l'apparecchio elettronico da compromettere.

Se il software viene configurato per registrare le conversazioni e salvarle nella smart tv, poi l'agente segreto deve ritornare sul posto a recuperarle con una chiavetta, a meno che non scelga di impostare Weeping Angel in modo da poter trasferire i file audio da remoto, con tutta una serie di limitazioni e complicazioni.

SALONE DELLA SEDE DELLA CIA A LANGLEYSALONE DELLA SEDE DELLA CIA A LANGLEY
Non solo: come tutti i malware, l'Angelo Piangente lascia tracce nel dispositivo infettato e quindi se la persona sorvegliata si insospettisce e ingaggia un tecnico forense per esaminare il dispositivo Samsung, l'esperto può essere in grado di recuperare quelle tracce e studiarle. A insospettire il target possono essere dettagli come un Led blu sul retro della tv che rimane accesso anche quando l'apparecchio appare spento.

Tutti questi problemi e limitazioni portano a pensare che Weeping Angel sia stato creato dai servizi inglesi per essere utilizzato in situazioni veramente specifiche, in cui gli 007 non possono usare altri approcci più efficienti e flessibili, tipo hackerare il telefonino o il computer dell'obiettivo.

Repubblica ha contattato i servizi inglesi dell'MI5 per chiedere spiegazioni sulla loro creatura, ma l'MI5 non ha voluto commentare. Samsung, invece, ci ha risposto: «Proteggere la privacy e la sicurezza dei nostri prodotti è al top delle nostre priorità. Siamo consapevoli di questo programma e ce ne stiamo occupando urgentemente». L'azienda fa notare che i file su Weeping Angel descrivono un software malevolo che va installato attraverso una chiavetta Usb e che si applica a modelli di televisori venduti nel 2012 e 2013, «molti dei quali sono stati già riparati attraverso un aggiornamento del firmware».

I documenti sull'Angelo Piangente pubblicati da WikiLeaks nel marzo scorso confermano che, come dice l'azienda, con gli aggiornamenti del software il malware dell'MI5 non può essere installato più da chiavetta Usb, ma tanto la Cia quanto i servizi inglesi dimostrano di esserne consapevoli: dai file, Weeping Angel appare un work in progress, non è quindi detto che gli 007 di Langley insieme a quelli di sua Maestà non siano riusciti a risolvere il problema anche per le versioni più aggiornate, come infatti sono riusciti a fare con il problema di alcuni fastidiosi Led che rischiavano di mandare all'aria tutto.
Sede dell\'MI5 servizi segreti inglesiSEDE DELL\'MI5 SERVIZI SEGRETI INGLESI

Che tre anni fa il progetto fosse un lavoro in corso lo dimostrano anche le ambizioni di Cia e MI5, rivelate dai documenti. Oltre alle conversazioni, Langley e l'intelligence inglese puntavano a rubare le immagini video. Tre anni dopo, ci saranno riusciti? E quante smart tv e, più in generale, dispositivi dell'internet delle cose saranno ormai completamente compromessi? Come nella serie fantascientifica di Doctor Who, Weeping Angel ci conferma il futuro che ci aspetta: un mondo popolato di oggetti apparentemente inanimati e innocui, ma in realtà completamente “posseduti” dalle spie.

Fonte: qui